lunedì 21 dicembre 2009

Nuovi media, nuovi comportamenti d'acquisto: facciamo un wiki?

Si chiama WikiMulticanalità, perchè nasce da u n'idea dell'Osservatorio permanente sulla Multicanalità, la ricerca condotta daNielsen, Nielsen Online, Connexia e la Schoo l of Management del Politecnico di Milano che anche quest'anno si appresta, numeri alla mano, a tracciare l'accurata fotografia del consumo multicanale in Italia.



Inizialmente volevamo dare espressione online del bagaglio di statement e concetti generati da 3 anni di ricerca. Ma andare online significa essere disposti al dialogo. Presto abbiamo capito che il wiki era la soluzione più adatta alle nostre esigenze. Ed eccolo qui... una settantina di voci di partenza che speriamo si moltiplichino a dismisura. I temi sono quelli dell'osservatorio: il digitale, i nuovi media, il mobile, il web marketing... Si va da tecnicismi estremi a teorie più ampie. Insomma, ce n'é per tutti i gusti, servitevi!

sabato 7 novembre 2009

PAPELLO DI SANGUE


mercoledì 10 giugno 2009

MISSILI E SENATO. GHEDDAFI (FINALMENTE O PURTROPPO) IN ITALIA

Forse doveva succedere prima o poi. Gheddafi è in Italia, in questo preciso istante. Accolto da capo di Stato. Ancora in dubbio un suo intervento al Senato.
Lui, nel nostro Senato. Un militare golpista e poi dittatore. Infine terrorista e adesso statista riconosciuto. Interlocutore prezioso. Una parabola impressionante, nulla da dire. Legata senza dubbio a tante riforme popolari come l'innalzamento del salario minimo o il sequestro di tutti i beni degli italiani, celebrato ogni 7 ottobre come "giorno della vendetta".
Poi venne la ricchezza del petrolio. I soldi all'OLP, il ripristino della sharia, gli ammiccamenti all'IRA. Lockerbie.

Quest'uomo nel nostro Paese, nel nostro Senato. Muammar al-Qadhafi, il colonnello pentino. Il vecchio amico. Quello che ci ha lanciato un missile e che ci ha chiesto i soldi per le 4 autostrade di cui è riuscito a dotare il proprio paese in 40 anni. Quello che adesso è amico dell'America. D'altronde si sa: la politica ha memoria breve.

lunedì 1 giugno 2009

JACKIE ONASSIS CI VEDE DI NUOVO!


La mia ragazza oggi si è coperta gli occhi tutto il giorno con grossi occhiali scuri, per mascherare due grosse pupille azzurre gonfie come dopo un incontro di boxe, rosse come dopo una notte intera in piscina. Belle. Belle d'una bellezza assai rara, mista a una gioia interiore sfocata, difficile da carpire nella sua totalità. Una bellezza strana, di significati e emozioni. Era una bambina molto calma. Calmissima, con un numero impressionante di riccioli e due fondi di bottiglia appesi al naso. Pesanti e dolci. Poi le lenti. La mattina, la sera. Mai per più di 18 ore. E il liquido, e il mare a metà. Ancora, dov'è la lente? Dov'è finita? E' un paradosso. Provate a immaginare. Vi è mai capitato di aiutare una persona a ritrovare una lente caduta per terra o in un lavandino? Una cosa assolutamente trasparente. Un cm di diametro di nullità. Ecco, adesso girate la prospettiva sulla persona che ha perso la lente. Nel nostro caso una splendida fanciulla -7,5/10 da un lato e -8,5/10 dall'altro. Senza quelle piccole, costose, circonferenze di plastica praticamente cieca. Quasi vent'anni così. E adesso - dopo venti minuti di affettare cornee e varie scalpellate di aggiustamento a suon di laser - eccola qui, con i suoi due nuovi occhi lucenti. Splendidi come sempre, belli come mai.

lunedì 18 maggio 2009

STATI GENERALI DELL'EXPO 2015

Formigoni annuncia la proposta di organizzare gli Stati Generali dell'Expo 2015 perché la manifestazione possa "riacquistare la sua dimensione popolare proprio come accadde un anno fa quando, dopo la vittoria parigina, a Milano ci fu una grande festa. Ascolteremo tutti e a tutti illustreremo le nostre idee». E quando dice tutti, il presidente della Regione Lombardia, intende davvero tutti: associazioni, movimenti, mondo della cultura e dell'economia, enti territoriali e istituzioni. Durata dei lavori prevista? Cinque anni. Vale a dire fino alla fine dell'Expo. La proposta di per sé non è per nulla malvagia, come testimonia il coro di consensi provenienti da più ambiti politici. Di certo un'iniziativa che potrebbe dare uno scossone a una macchina organizzatrice che da ormai un anno viaggia a rilento impantanata in questioni come la dimensione degli emolumenti destinati a CDA e manager Soge o l'ubicazione della sede della società che gestirà l'appuntamento del 2015. Ma non dovrebbero già esistere modalità e luoghi di incontro tra tutte le diverse espressioni della società civile? Non sarebbe forse un creare un doppione di tutto il carrozzone? Non è forse questo un potenziale ostacolo al procedere più fluido e fruttifero della preparazione all'Expo, obiettivo che tutti dovrebbero auspicare alla luce delle querelles a dir poco "provinciali" che hanno caratterizzato questa fase di avvio dei lavori? E soprattutto, quanto costerebbero gli Stati Generali alle casse dell'Expo, quindi, in ultima analisi, alle tasche dei cittadini?

sabato 9 maggio 2009

IL PAPA IN VISITA DA MOSE'

l papa Benedetto XVI è stato in visita ufficiale in Giordania, paese multietnico, dove religioni diverse convivono, seppur con una certa difficoltà, suggerendo al pontefice il leitmotiv del suo viaggio: affermare l'alleanza tra civiltà come alternativa necessaria allo scontro tra le stesse. Un messaggio talmente semplice e trasparente da poter sembrare banale. Va detto poi che non si tratta di un viaggio qualunque. In Giordania ha inizio il primo pellegrinaggio di Ratzinger in Terra Santa da quando il conclave lo ha nominato successore di Giovanni Paolo II. Come per il papa precedente è Amman la prima tappa. Benedetto appare sereno. Organizza una conferenza stampa sull'aereo che lo porterà a destinazione e qui libera la vena politica. Insiste sulla parola pace e sulla necessità di un ruolo attivo della chiesa cattolica per mettere fine al conflitto israelo-palestinese e informa del progetto di aprire un'Università Cattolica ad Amman. Poi dalle alture del monte Nebu partono una serie di riferimenti alla memoria comune di ebrei e cristiani, omaggio a Mosé che da quel logo ebbe la vista della Terra Promessa. Poi nella Moschea, le scarpe ai piedi, esprime il profondo rispetto per la religione musulmana e condanna la manipolazione di ogni fede. Un inizio di viaggio interessante...